Inaugurata il 4 giugno 1898 alla presenza del celebre compositore Giuseppe Verdi, la funicolare di Montecatini, composta da due carrozze, collega la città termale al pittoresco borgo medievale di Montecatini Alto.

In origine, il sistema era alimentato da una caldaia a vapore situata alla stazione a valle, ma nel 1921 è stata dotata di un motore elettrico per rendere il servizio più efficiente e sicuro. 

Nel corso della sua lunga storia, la funicolare ha subito alcune interruzioni: durante la Seconda Guerra Mondiale, i danni bellici hanno reso la linea inutilizzabile fino al 1949 mentre nel 1977 sono state necessarie importanti ristrutturazioni tecniche che hanno comportato la chiusura della linea fino al 1982.

Oggi, le due iconiche carrozze rosse “Gigio” e “Gigia”, percorrono un tracciato di poco più di 1.000 metri con una pendenza che raggiunge il 40%. Il viaggio sulla funicolare, che dura circa 8 minuti, offre ai viaggiatori una vista panoramica sulla Valdinievole e sull’elegante architettura della città termale. 

Uno dei momenti più suggestivi è l’incrocio delle due carrozze a metà percorso, una scena che affascina grandi e piccini.

Gigio e Gigia
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Affacciato sul lato destro di Viale Verdi, il Palazzo del Municipio fu costruito tra il 1913 e il 1919, dove un tempo sorgevano le scuderie granducali.

La sua realizzazione rispondeva all’esigenza di dotare Montecatini Terme di una sede civica adeguata al prestigio e alla crescita che la città stava vivendo.

Architettura tra classicismo ed eclettismo

Municipio

Progettato dall’architetto Raffaello Brizzi e dall’ingegnere comunale Luigi Righetti, l’edificio si ispira ai palazzi rinascimentali toscani, pur integrando elementi dell’Eclettismo in voga all’epoca, in un armonioso equilibrio tra tradizione e modernità.

Un tesoro d’arte firmato Galileo Chini

All’interno, lo scalone d’ingresso è illuminato da vetrate policromatiche realizzate da Galileo Chini, che impreziosiscono anche il soffitto con un ciclo pittorico allegorico dedicato al buon governo: Lavorare, Costruire, Sapere, Prosperare nella Pace.

Dalla sede comunale all’arte contemporanea

Al piano terra, dove un tempo si trovavano gli uffici postali, è oggi ospitata la galleria civica MO.C.A. (Montecatini Contemporary Art). Qui si può ammirare l’opera “Donna avvolta in un volo d’uccello”, donata da Joan Mirò nel 1980, insieme ad esposizioni temporanee e installazioni contemporanee. Le vetrate istoriate di Chini, dedicate al tema della comunicazione, rendono lo spazio ancora più suggestivo.


L’attuale stazione Montecatini Centro fu originariamente denominata “Leopoldina” e rappresentò per molti anni l’unico scalo ferroviario della città.

Fin dai primi anni del Novecento, tuttavia, si rivelò insufficiente a gestire l’alto numero di visitatori che affluivano a Montecatini, specialmente durante la stagione termale.

Una nuova stazione per una città in crescita

Per far fronte a questa esigenza, nel 1937 venne costruita una seconda stazione, ad opera dell’architetto Angiolo Mazzoni. L’edificio, dall’architettura imponente e al contempo armoniosa, fu realizzato utilizzando pietra proveniente dalla vicina Monsummano Terme.

Un interno che racconta il passato

La sala d’aspetto, oggi restaurata, conserva il fascino originario e rappresenta un esempio dell’architettura razionalista del tempo, contribuendo al valore culturale dell’intero complesso.


Figura centrale nella storia di Montecatini Terme, il dottor Pietro Grocco fu nominato nel 1892 Ispettore Governativo e Direttore Sanitario degli stabilimenti termali.

Con il suo intervento, le terme furono riorganizzate e rese un sistema integrato, dimostrando come lo Stato dovesse tutelare e valorizzare le acque termali come bene pubblico. Il suo contributo gettò le basi per il moderno complesso delle Terme di Montecatini.

Un villino tra eleganza e prestigio

Situato nella parte meridionale di Montecatini Alto, in via Mura Pietro Grocco, il villino omonimo riflette la statura del suo proprietario. Immerso in un rigoglioso giardino, l’edificio ricorda un piccolo castello: logge, torri e tetti aggettanti ne definiscono l’estetica raffinata. Qui fu ospite anche Giuseppe Verdi, di cui Grocco fu medico personale.

Un’opera firmata Vittorio Bardini

La villa fu progettata dall’ingegnere pistoiese Vittorio Bardini e inaugurata il 6 luglio 1902. Il suo stile unico e l’atmosfera raccolta ne fecero fin da subito un luogo esclusivo e rappresentativo del prestigio montecatinese.

Oggi una raffinata struttura ricettiva

Il Villino Grocco ha mantenuto intatto il suo fascino e oggi ospita un’attività ricettiva, accogliendo visitatori in un contesto che unisce storia, architettura e natura.


Il Villino Scalabrino è un luogo simbolico della storia di Montecatini Terme, legato a personalità di spicco della città e della Toscana. Fu commissionato dal medico Alberto Scalabrino all’architetto Giulio Bernardini, figura centrale nella progettazione urbanistica della città.

 A lui si devono capolavori come il Grand Hotel & La Pace, il Bristol, l’Eden e gli stabilimenti termali Torretta, Fortuna e Tamerici.

Il giardino firmato Pietro Porcinai

Negli anni ’50, per volontà di Dino Scalabrino – celebre Direttore Sanitario delle terme – la villa fu ampliata e arricchita dal paesaggista Pietro Porcinai, considerato il più grande architetto del paesaggio italiano del Novecento. Passeggiando lungo via Magenta, è ancora possibile ammirare l’elegante giardino ornamentale, progettato con una vegetazione ispirata ai parchi termali e con una cancellata dalle tipiche linee curve del liberty.

Un sodalizio tra arte, natura e cura

L’intesa tra Porcinai e Dino Scalabrino si consolidò nel tempo. Nel 1969, quest’ultimo incaricò l’architetto di realizzare un museo all’aperto presso Villa Ortensie, futuro cuore dell’Accademia d’Arte Dino Scalabrino. Un progetto che coniuga natura, benessere e cultura.

Una bellezza privata e discreta

Oggi il Villino Scalabrino è di proprietà privata e non è visitabile, ma resta uno degli edifici più affascinanti del panorama architettonico montecatinese, testimone di un’epoca di grande fermento artistico e culturale.


Le Naiadi, nella tradizione mitologica greca, erano ninfe legate alle acque dolci, simbolo di bellezza e vitalità.

A Montecatini Terme, queste figure leggendarie prendono forma in una raffinata fontana, situata nel suggestivo giardino dello Stabilimento Tamerici.

Un’opera firmata Mario Rutelli

La fontana fu realizzata negli anni ’30 dallo scultore palermitano Mario Rutelli, lo stesso autore della celebre Fontana delle Naiadi in Piazza della Repubblica a Roma. Quella di Montecatini ne rappresenta un prototipo, pensato per evocare la purezza e i benefici delle acque termali della città.

Quattro ninfe, un’unica armonia d’acqua e arte

La composizione scultorea è formata da quattro figure femminili in bronzo, adagiate su basi di travertino, ognuna con un’identità specifica:

  • la Ninfa dei Laghi, riconoscibile dal cigno;
    la Ninfa delle Acque Sotterranee, in groppa a un drago;
  • la Ninfa degli Oceani, in sella a un cavallo;

la Ninfa dei Fiumi, distesa su un mostro marino.

Un’icona d’arte nel verde termale

Immersa nel verde e nella quiete, la Fontana delle Naiadi rappresenta un perfetto connubio tra natura, simbolismo e arte scultorea, contribuendo a rendere l’atmosfera dello Stabilimento Tamerici ancora più fiabesca e incantata.


La Fontana dei Coccodrilli, considerata il simbolo dello Stabilimento Tettuccio, fu creata dall’artista fiorentino Sirio Tofanari e inaugurata il 17 ottobre 1926, in concomitanza con l’apertura del centro termale.

Questa suggestiva fontana è caratterizzata da due coccodrilli di bronzo che sorreggono una conchiglia di granito scuro del Labrador. Da qui, la sorgente del Tettuccio sgorga in un’ampia vasca circolare di travertino, elegantemente decorata con cavallucci marini e blocchi di vetro verdi.

Restauro e Simbolismo

L’opera di Tofanari ha beneficiato di un importante intervento di restauro nel marzo del 2023, promosso e finanziato dall’associazione Angeli del Bello di Montecatini Terme. Il restauro ha permesso il rifacimento del basamento, ormai danneggiato dall’usura del tempo. La Fontana dei Coccodrilli rappresenta uno splendido gioco d’acqua che celebra la magnificenza e l’importanza dello stabilimento più rappresentativo della città termale.


L’acqua è l’elemento fondamentale che ha permesso a Montecatini Terme di prosperare nel corso dei secoli. I benefici delle sue fonti termali sono celebrati dalle numerose fontane sparse nelle principali piazze della città.

Immaginando la Stazione Ferroviaria come una porta d’ingresso alla città, il primo monumento che accoglie il turista è proprio una fontana, la Fontana Mazzoni.

Storia e Architettura

Questa scultura venne costruita negli anni ’30 per completare la nuova stazione ferroviaria, progettata dall’architetto Angiolo Mazzoni, da cui la fontana prende il nome. La presenza di questo imponente monumento nella piazza antistante la stazione evidenzia il forte legame che unisce la città all’acqua, ulteriormente esaltato dai dettagli della fontana stessa: un’alta torre rivestita da mosaici azzurri, circondata da tre vasche digradanti in cui l’acqua scorre formando piccole cascate.

La stazione fu edificata tra il 1933 e il 1937 per sostenere la forte espansione che la città conobbe in quel periodo, rendendo insufficiente la sola stazione in Piazza Gramsci. Nel 2016 è stato avviato un progetto di restauro delle sale d’attesa della struttura, che sono state aperte al pubblico per la prima volta durante le giornate FAI di Primavera del 2021. I lavori, curati dalla Soprintendenza, hanno cercato di utilizzare il più possibile i materiali e gli arredi originali per essere fedeli al lavoro del Mazzoni.


L’airone è l’animale simbolo di Montecatini Terme, una scelta che si riflette anche nel prestigioso “Airone d’oro”, il premio che ogni anno viene assegnato ai vincitori del “Montecatini International Short Film Festival”.

Questo festival cinematografico è il secondo più antico e longevo d’Italia, preceduto solo dalla Mostra del Cinema di Venezia.

Simbolo di Eclettismo e Identità

L’opera intitolata Airone Rosso, realizzata nel 2003 da Fabio De Poli in collaborazione con Mirabili, è situata in Viale Verdi, vicino al Palazzo del Municipio. La scultura rappresenta un airone stilizzato in acciaio, di un intenso color vermiglio, posto su una pedana rettangolare che ne slancia la figura. Quest’opera incarna perfettamente lo spirito di Montecatini Terme, non solo perché l’airone ne è il simbolo, ma anche per lo stile eclettico che contraddistingue tanto la scultura quanto la città nel suo complesso: un’armoniosa fusione di stili che rende Montecatini unica nel suo genere.


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