“Le miniere del Michigan: tra speranza e miseria. L’emigrazione toscana nel Copper Country tra Ottocento e Novecento”
di Nicoletta Franchi
Pubblicato nei “Quaderni della Fondazione Paolo Cresci per la storia dell’emigrazione italiana”, Il volume è frutto di una ricerca originale negli archivi del Ministero degli Affari Esteri e negli Stati Uniti, si concentra sulle miserevoli condizione degli emigranti italiani e ripercorre la storia di una vicenda dolorosa, una strage durante una festa di Natale, divenuta poesia in musica ad opera di uno dei più importanti folk singer della storia musicale americana Woody Guthrie.
Fu certamente il bisogno a portare migliaia di toscani, principalmente lucchesi, nella regione delle miniere di rame della Penisola Superiore del Michigan, un’area isolata, battuta dai venti artici, ma in forte espansione per le risorse naturali di cui era ricca, tanto che alla fine dell’800 copriva metà del fabbisogno di rame degli interi Stati Uniti d’America.
Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento vi si recarono molti immigrati richiamati da amici e conoscenti per la grande disponibilità di occupazione nelle miniere, ma all’oscuro delle condizioni di lavoro e dei rischi che li aspettavano. Il volume, con l’inserimento di molti documenti originali e inediti, ripercorre la storia di questa peculiare catena migratoria: dai motivi che portarono ad abbandonare “la ridente Toscana”, alla nascita di una solidale comunità, alle complesse vicissitudini e al ruolo degli italiani nel processo di sindacalizzazione di tutta l’area.
